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Come imparare a pensare... efficacemente! - Elisa Santarelli

Imparare a pensare è di fondamentale importanza, il pensiero infatti è una delle armi più potenti di cui siamo dotati. Tuttavia, nella maggior parte delle volte non riusciamo ad utilizzarlo nel modo migliore. Approfondiamo insieme l’argomento per cercare di raggiungere pensieri positivi e funzionali.

Molto spesso quando ci capita qualcosa di significativo ci echeggiano nella mente tantissime domande: “Perché mi sono comportato il quel modo?”, “Perché è capitato proprio a me?”, oppure semplicemente continuano a ronzarci in testa le frasi del nostro partner, del nostro capo o di qualsiasi altra persona.
Tutte queste frasi, parole che affollano la nostra mente giorno dopo giorno, momento dopo momento, senza a volte nemmeno rendercene conto, influiscono sul nostro umore, sulla nostra capacità di svolgere azioni e in generale sulle nostre energie.

Come imparare a pensare: abbandona i pensieri ripetitivi

Le modalità di pensiero ripetitivo sono varie e conducono a emozioni diverse e nella maggior parte delle volte generano malessere. Tra le principali ci sono:

  • il RIMUGINARE, legato spesso a manifestazioni di ansia.
  • La RUMINAZIONE, legata alla depressione.
  • La RUMINAZIONE RABBIOSA, legata all’emozione di rabbia.

In generale esistono delle caratteristiche comuni a tali modalità di pensiero, e sono:

  • la ripetitività: si ripetono pensieri sempre uguali.
  • La negatività: pensare sempre a cose negative che potrebbero succedere o che sono accadute (guarda anche l’articolo Vedo le cose tutte nere!)
  • L’incontrollabilità: incapacità di fermare questi frasi.
  • Il contenuto prettamente verbale: caratterizzato più da frasi che da immagini mentali.
  • L’astrattezza: non c’è un’azione, solo richiamo ad altri pensieri.
  • Il dispendio di energie: mancanza di concentrazione su altri temi non legati ai processi in questione.

Inizialmente, si utilizzano queste modalità di pensiero credendo siano efficaci e utili per risolvere situazioni problematiche, per affrontare i problemi futuri, per percepirsi meno in colpa e cercare rassicurazioni. A poco a poco queste modalità divengono automatiche e senza accorgercene potremmo sentirci ansiosi, depressi o arrabbiati senza evidenti motivi.

A cosa serve il pensiero?

  1. Anticipare l’azione: vi sorprenderà sapere che immaginare o compiere effettivamente un’azione coinvolge gli stessi percorsi neurali, per cui – alla luce di ciò – la pratica mentale potrebbe rappresentare un ottimo metodo per prepararsi allo svolgimento di un’attività di tipo fisico e manuale.
  2. Risolvere un problema: superare un ostacolo attraverso la formulazione di ipotesi e obiettivi mirati.
  3. Immaginare e creare progetti nuovi non ancora realizzati.
  4. Ricordare, rivivere emozioni: attenzione però a non trasformali in pensieri ripetitivi!

Pensare troppo e nel modo sbagliato fa male! Immaginate il cervello come una macchina sempre accesa per ore ed ore. L’unico momento in cui questa macchina viene spenta è quando andiamo a letto; a volte addirittura non si riesce a staccare la spina nemmeno nel sonno.

Pensate a quante energie e a quanto tempo sprecato che potevate invece dedicare a voi, alle vostre passioni e ai vostri cari. E soprattutto quanto pensiero sprecato! Quante nuove idee e nuovi progetti potreste invece concretizzare! Quindi cosa aspettate?
La psicoterapia può aiutarvi proprio in questo, un lavoro incentrato sull’utilizzo del pensiero e sul contenuto di esso per renderlo effettivamente più efficace.

Per ulteriori informazioni sono a vostra disposizione, anche per una consulenza online.

Dott.ssa Elisa Santarelli